In questo mese di Luglio sì è detto, scritto e visto molto riguardo ai 50 anni dallo sbarco sulla Luna e su ciò che questa impresa ha rappresentato per gli Stati Uniti e per l’intera umanità.
Il 20 Luglio 1969 avevo appena compiuto 5 anni e ricordo l’incertezza iniziale (“Ha toccato!”dichiarava Tito Stagno, “No, non ha toccato” lo contraddiceva Ruggero Orlando da Houston…) e soprattutto ricordo la mancanza di immagini che ha trasformato la telecronaca in un magnifico esempio di storytelling basato sulla competenza e sull’immaginazione del giornalista.
Su progetto “Man on the moon” mi sono già soffermato in un precedente articolo sulla Vision e in particolare sul discorso di JFK alla Rice Stadium di Houston nel 1962, quando il Presidente degli Stati Uniti ha dichiarato la sfida e la meta che l’America avrebbe raggiunto entro la decade.
In questo articolo mi vorrei soffermare su un altro aspetto meno conosciuto di quell’impresa e in particolare su tutto ciò che non ha funzionato prima che Neil Armstrong compisse il famoso primo passo sulla Luna e di come la NASA sia stata capace di mettere a frutto anche i fallimenti.
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