Il volontariato aziendale consiste in un progetto in cui l’impresa promuove e supporta il coinvolgimento e la partecipazione dei dipendenti alle necessità del territorio e della comunità locale. Se disegnato correttamente ed eseguito in modo efficace, un programma di volontariato oltre a fornire vantaggi evidenti alla comunità, apporta un valore strategico al business dell’azienda e costituisce una leva motivazionale importante per i dipendenti.
Nelle realtà in cui il volontariato aziendale è parte della cultura del Paese come gli Stati Uniti, le aziende più attive hanno assunto il ruolo di “leader civili” all’interno delle comunità, grazie alla messa in campo di ingenti risorse e competenze. L’esempio di dipendenti impegnati in attività a favore della collettività oltre a sopperire alla crescente mancanza di risorse pubbliche, rappresenta l’antitodo più efficace contro una deriva di cinismo o senso d’impotenza, contribuendo invece a costruire comunità fondate su una forte cultura civica.
Dal punto di vista delle aziende ogni attività di volontariato contribuisce a sperimentare sul campo quelle capacità necessarie per lavorare efficacemente in un’organizzazione, esiste infatti un forte legame tra attività di volontariato e sviluppo delle competenze. Un’iniziativa di volontariato favorisce la comunicazione, allena la capacità di ascolto delle persone e la comprensione dei bisogni degli altri, stimola l’analisi della situazione e la creatività per la ricerca di soluzioni efficaci (problem solving), favorisce inoltre la costruzione di relazioni positive e la capacità di lavorare in gruppo. Alimenta quindi la fiducia nei colleghi e nella possibilità di raggiungere i risultati attesi. Il volontariato aziendale può essere quindi considerata un’attività di Teambuilding informale, ma strutturato: è utile per un gruppo che si è formato da poco per favorirne la conoscenza e la socialità tra colleghi o per un gruppo sotto stress che manifesta quotidianamente relazioni conflittuali. Far parte di un’esperienza comune in un ambiente lontano dalla routine lavorativa quotidiana e l’impegno a favore degli altri accresce le energie e la motivazione dei partecipanti.
Oltre la metà delle aziende che investono di più nel volontariato nel mondo (Gruppo Civic50 dell’organizzazione Point of Lights) hanno programmi formali per sviluppare le skill necessarie sul lavoro attraverso iniziative di volontariato. Una ricerca di Deloitte ci dice che il 67% dei partecipanti ha acquisito conoscenze e competenze trasversali utili al proprio lavoro, quali la flessibilità di pensiero, il focus sulle esigenze del cliente e competenze di leadership in generale.
Le aziende che considerano le iniziative di volontariato parte di una visione a lungo periodo, hanno istituito un processo formale di apprendimento grazie al quale anno dopo anno riescono a valutare la crescita delle competenze e dell’orgoglio di appartenenza delle proprie risorse.
Molte aziende inoltre sono in grado di identificare strategicamente la connessione tra l’esigenza della comunità e il loro business e focalizzano il loro coinvolgimento verso questi temi. Negli USA ad esempio Toyota Financial Service si impegna nell’aumentare la consapevolezza delle persone sul tema dell’educazione finanziaria. In collaborazione con alcune organizzazioni e istituzioni partner dell’iniziativa, ha lanciato programmi come “Driving my financial future”un’iniziativa che insegna ai ragazzi delle scuole ad acquisire competenze economico – finanziarie e di accesso al credito.
Sembra ormai evidente anche il positivo impatto sulla salute dei volontari: varie ricerche in Usa ed Europa evidenziano che chi fa attività di volontariato mostra un migliore stato fisico, un maggior livello di benessere mentale e livelli più bassi di depressione, tanto che il volontariato è entrato di diritto nelle buone prassi che i medici raccomandano ai loro pazienti. Anche in Italia dove oltre 4 milioni di persone si impegnano gratuitamente a favore degli altri in organizzazioni No Profit, le ricerche confermano che chi fa volontariato migliora la qualità della propria vita.
Un altro dato interessante ci mostra come i dipendenti che aderiscono ad attività di volontariato hanno performance migliori, valutano positivamente l’azienda in cui lavorano dimostrando un forte orgoglio di appartenenza. L’effetto diretto di questa soddisfazione è la riduzione dell’assenteismo e del turnover. Una ricerca in Canada ha stimato il valore del miglioramento delle performance e della riduzione del turnover per dipendente impegnato nel volontariato: ben 2.400$ l’anno. Nella stessa ricerca si evidenzia un +26% di fatturato per dipendente.
Un ulteriore considerazione a favore del volontariato aziendale è relativa alla crescente sensibilità dei “millennials”, che si caratterizzano per l’impegno in iniziative sociali con l’obiettivo di far parte della soluzione dei problemi di questa epoca: oltre a garantire donazioni per cause d’interesse globale, dedicano le loro energie e il loro tempo ad attività d’intervento sul territorio, attività che considerano opportunità di crescita personale e di ulteriore formazione professionale. E’ interessante notare che nel momento in cui i millennials si affacciano al mondo del lavoro, dichiarano che nella scelta dell’azienda in cui andare a lavorare guardano con attenzione all’entità dell’impegno sociale del potenziale datore di lavoro. Come consumatori infine i millennials sono molto più attenti a scegliere prodotti e servizi di quelle aziende che si impegnano seriamente in programmi di salvaguardia dell’ambiente e di miglioramento delle condizioni sociali del territorio (vedi articolo L’azienda sostenibile).
La solidarietà è l’unico investimento che non fallisce mai - Henry David Thoreau
Per sviluppare un programma di volontariato aziendale e far sì che le iniziative siano efficaci è opportuno definire innanzi tutto gli obiettivi del programma. Di solito l’iniziativa parte dai reparti Mktg/PR e Human Resources che intravedono l’opportunità di migliorare l’immagine del brand con iniziative di CSR, ma anche di far coincidere l’impegno verso la comunità sociale con la possibilità di affrontare in modo non tradizionale alcune delle sfide interne all’organizzazione, come quella dello sviluppo e della motivazione delle risorse.
Sempre di più infatti viene affinato il modo per misurare l’impatto delle iniziative, non solo sulla comunità che ne beneficia, ma anche sulle competenze dei partecipanti e l’immagine dell’azienda nel suo complesso.
Per favorire l’interesse e la più ampia partecipazione dei dipendenti, la maggior parte delle aziende si impegna direttamente nell’organizzazione delle attività di volontariato, in questo modo le iniziative saranno il più possibile affini alla cultura ed agli obiettivi dell’organizzazione. Ci sarà inoltre un efficace programma di comunicazione ed informazione ed una modalità pratica e semplice di aderire alle iniziative.
La partecipazione dei dipendenti viene supportata dalle aziende offrendo permessi pagati, premi e riconoscimenti e sempre più spesso la voce “attività di volontariato” viene inserita tra le opzioni dei premi di produzione all’interno del programma di welfare. Nello stesso tempo la visibilità e diffusione delle iniziative viene garantita da testimonianze dei partecipanti e dalla condivisione su canali intranet e social di materiale fotografico e video.
Chiaramente il coinvolgimento dei dipendenti sarà maggiore tanto più saranno i leader dell’azienda a far passare il messaggio che il programma di volontariato rappresenta un elemento strategico della cultura aziendale e saranno quindi disponibili a mettere a disposizione adeguate risorse economiche ed umane. Se poi essi stessi saranno disposti a coinvolgersi in prima persona nelle attività, la coerenza tra il messaggio e l’azione determinerà un rafforzamento della credibilità e della fiducia dei dipendenti nei confronti dei propri leader.
In Italia le aziende che sono attive costantemente con iniziative di volontariato sono in crescita. Una ricerca della Fondazione Sodalitas del 2018 mostra che su 100 aziende attive censite, il 61% lo sono da almeno 5 anni e coinvolgono per un terzo le PMI. Le iniziative riguardano principalmente attività legate a temi di salvaguardia dell’ambiente, problematiche dei giovani e aiuto all’infanzia. Tra i maggiori benefici riscontrati dall’iniziativa ci sono il maggior coinvolgimento dei dipendenti, il miglioramento del clima aziendale, un migliore lavoro di squadra ed una maggiore fidelizzazione dei dipendenti.
Tra le aziende con cui ho lavorato recentemente, mi piace segnalare Findomestic, che già dal 2015 ha avviato un rapporto di crescita e formazione delle proprie risorse umane in collaborazione con Dynamo Academy, scegliendo di progettare e realizzare al Camp eventi formativi e riunioni, e al contempo di impegnarsi in un percorso di Responsabilità Sociale di Impresa, sostenendo quindi indirettamente il progetto Dynamo Camp.
Ogni anno persone di differenti reparti aziendali vanno per alcuni giorni al Camp per eventi che li portano a lavorare su varie tematiche e su un approccio al lavoro che mette al centro il valore umano. Ricordo i racconti e l’emozione di alcuni collaboratori quando tornavano da una settimana di volontariato al Dynamo Camp, dove oltre ad essere cresciuti loro stessi, erano riusciti a stabilire relazioni intense con tanti bambini malati di gravi patologie.
A Roma è attiva da anni RomAltruista, che fa parte di Handson Network, la più importante rete di volontari nel mondo; il suo scopo è quello di favorire le iniziative di volontariato sul territorio, favorendo l’incontro tra Onlus, aziende e cittadini, cioè tra la domanda e l’offerta di volontariato.
Come racconta Elisa Forte, fundraiser e coordinatrice di progetti di volontariato aziendale, nel 2018 RomAltruista ha organizzato insieme alle aziende partner 18 interventi sul territorio e ben 1.800 ore di volontariato, coinvolgendo oltre 400 dipendenti in attività che vanno da interventi di manutenzione su strutture di alcune Onlus, riqualificazione di aree di verde pubblico e creazione di orti didattici, distribuzione pasti a persone bisognose, accompagnamento di disabili e anziani a musei o mostre. RomAltruista progetta tutte le fasi degli eventi di volontariato aziendale, dal contatto con le istituzioni e le Onlus coinvolte nel programma, alla progettazione e supervisione delle attività attraverso il coinvolgimento di volontari coordinatori, fino alla redazione del bilancio sociale dell’evento.
Tra le aziende partner di RomAltruista più attive troviamo American Express, che con il progetto Serve 2Gether, Service to Customers, Service to Communities, nel 2018 ha coinvolto 150 dipendenti in 11 eventi di volontariato, per un totale di 635 ore donate. Dalle testimonianze di chi ha partecipato agli eventi si evince soddisfazione e un senso di benessere per essersi adoperati insieme ai propri colleghi per una giusta causa e di aver contribuito al raggiungimento di un risultato tangibile di solidarietà.
Per fare del volontariato aziendale un’attività strategica è necessario lo stesso approccio e la stessa determinazione che di solito le organizzazioni dedicano alle iniziative rivolte ad attrarre i clienti, ma è un tipo di investimento che assicura sempre un ritorno esponenziale.