Ricordo molto bene il giorno in cui sono stato promosso a General Manager Lexus in Toyota Motor Italia.
Era una promozione importante.
Un riconoscimento.
Un traguardo che, sulla carta, avrebbe dovuto rendermi solo felice.
E invece, insieme all’orgoglio, è arrivata anche un’emozione inaspettata: l’ansia, accompagnata da un generale senso di inadeguatezza.
Quando la promozione non è solo una buona notizia
Quando gli “individual contributor” vengono promossi a ruoli manageriali, di coordinamento o di supervisione di altre persone è un momento di riconoscimento per il buon lavoro svolto e rappresenta un passo in avanti importante nel percorso di crescita all’interno dell’organizzazione…, ma spesso è anche un salto nel vuoto.
Perché nessuno ti ha spiegato che non stai solo cambiando posizione…stai cambiando identità professionale!
Prima il tuo valore era chiaro: competenze specialistiche, responsabilità chiare, risultati evidenti.
Ora il gioco cambia.
Il tuo impatto passa da “quello che fai”, a “raggiungere gli obiettivi facendo crescere gli altri”.
La sensazione di inadeguatezza
Questi i segnali quando subentra l’ansia:
Se ti riconosci in una o più di queste sensazioni fermati a riflettere: non è debolezza, è mancanza di transizione.
Il problema
Il vero problema è che spesso chi viene promosso:
Le aziende promuovono persone, ma non sempre accompagnano i ruoli. Ci sono aziende con cui collaboro che prevedono con largo anticipo il periodo di transizione e mi chiedono supporto nello strutturare il percorso più idoneo al passaggio. Spesso è un percorso formativo sulle principali competenze manageriali accompagnato da un percorso di coaching individuale.
Purtroppo mi capita spesso di parlare con neo-manager che in piena ansia da promozione e senza un piano di accompagnamento dell’azienda, percepiscono che in quel momento hanno bisogno di essere aiutati, ma non hanno il coraggio di esporsi.
Già, perché essere un buon manager non è un talento innato.
È una competenza che si apprende.
L’ansia che provi non significa “non sono capace”.
Significa: sto affrontando qualcosa di nuovo senza gli strumenti giusti.
E questo è molto umano.
Io ho avuto la fortuna di essere stato coinvolto dalla mia azienda in un percorso di sviluppo della leadership presso l’IMD di Losanna e mi è stato dato un po' di tempo: ho studiato, ho sperimentato e… ho spesso fallito! Ogni volta però ho imparato qualcosa di nuovo e la volta successiva ho fallito a un livello di consapevolezza più alto.
Cosa mi sarebbe piaciuto
Certo non è stato facile nonostante il supporto. Avrei voluto che qualcuno mi dicesse:
L’ansia non era un segnale di fallimento, era il segnale che stavo crescendo.
Ma oggi che il tasso di cambiamento è moltiplicato per 100, non c’è il tempo o il budget per la transizione e la richiesta è avere “leader pronti all’uso”…, chi si prende cura delle ansie dei nuovi manager?