Aggiungo il fatto che durante l’anno possiamo contare su alcuni giorni di feste religiose e nazionali e che viviamo in un Paese nel quale in ogni stagione e ogni week-end possiamo “staccare la spina” raggiungendo in poco tempo località meravigliose per fare sport, coltivare i nostri hobby preferiti o solamente ritemprarci dopo una settimana di lavoro.
Da questo quadro particolarmente favorevole, mi viene da pensare che il problema non sia nel numero di giorni di ferie o della qualità delle vacanze, ma sia insito nel modo con cui la maggior parte delle persone considerano il lavoro e approcciano la settimana lavorativa.
Quando il lavoro è fonte di insoddisfazione e viene considerato un male necessario, finalizzato solo a mantenere se stessi e la propria famiglia, è naturale pensare ai giorni che ci separano dalle prossime vacanze o dal week-end successivo, quando si potrà finalmente vivere a pieno le gioie della vita.
E’ corretto tenere conto che storicamente in Italia il lavoro è spesso legato al concetto di sacrificio e fatica (ancora oggi in molte Regioni si utilizza il verbo “faticare”) ed è lontano dal venire considerato il modo con cui le persone hanno l’opportunità di realizzare se stesse ed esprimere il proprio talento. Le ricerche in questo senso ci dicono che i lavoratori italiani sono tra i più insoddisfatti a livello mondiale, in parte per i livelli salariali non adeguati al costo della vita, in parte per una cattiva gestione manageriale, fattori che stanno contribuendo a generare l’inaspettato fenomeno del job quitting senza alternative anche nel nostro Paese.
Oltre al tema dell’evidente responsabilità delle aziende e dei loro manager, l’elemento nuovo su cui riflettere oggi è che anche grazie alla diffusione dello smart e remote working, i lavoratori hanno in molti casi la possibilità di scegliere il posto e l’orario di lavoro più in linea con le proprie esigenze e caratteristiche e comunque possono organizzare al meglio la propria giornata di lavoro.
Con questa nuova consapevolezza e per non esaurire in pochi giorni l’effetto benefico delle vacanze, dovremmo pertanto riuscire ad integrare nella settimana lavorativa quelle “pratiche di rinnovamento personale” che ci fanno stare così bene durante il periodo di ferie.
Provando ad elencare gli elementi che solitamente hanno la capacità di generare un effetto positivo sul nostro benessere durante le vacanze, potremmo sintetizzarli in 4 aree principali:
In pratica abbiamo “allenato” quelle che Stephen Covey chiama le 4 dimensioni del rinnovamento personale e che lo stesso autore sintetizza con il concetto di “affilare la lama”.
“Sharpen the saw is preserving and enhancing the greatest asset you have – YOU. It’s about nurturing the goose that lays the golden eggs, which is the essence of effectiveness.”. Stephen Covey
La metafora a cui si fa riferimento è il racconto di un viandante che si imbatte in un tagliaboschi intento a segare un albero. Avendo notato che l’uomo è sfinito e fa uno sforzo enorme poiché la lama della sega non è ben affilata, gli domanda il motivo per cui non si ferma un attimo ad affilare la lama. Ma il tagliaboschi gli risponde un po' seccato: “non ho tempo di affilare la lama, non vede che sono impegnato a segare l’albero”?
La storiella ci fa riflettere sul fatto che troppe volte nella nostra vita non ci concediamo il tempo per “affilare la lama”, cioè per esercitare regolarmente e costantemente le 4 dimensioni della natura umana (fisica, mentale, spirituale ed emotiva) impedendoci così di essere veramente efficaci nel raggiungimento degli obiettivi più significativi in una condizione di benessere.
Certamente con la ripresa del lavoro a pieno regime e i numerosi impegni che già ci aspettano non sarà facile mantenere i buoni propositi di bilanciare l’attività lavorativa con le attività di rinnovamento personale. Per questo è opportuno approfittare di questi giorni di relativa tranquillità per definire le buone abitudini che prioritariamente da ora in poi vogliamo inserire nella nostra quotidianità.
La prima attività da svolgere è stilare una lista delle nostre buone e cattive abitudini attuali, scegliere quali tra queste vogliamo smettere o continuare a mettere in atto, per poi decidere quale nuova buona abitudine inserire all’interno delle 4 dimensioni del rinnovamento personale.
Nell’area “fisico” potremmo stabilire di voler dormire ogni notte il numero di ore più appropriato per noi (per la maggior parte delle persone equivale a 7-8 ore), o di camminare per 30’ al giorno tutte le mattine, abitudini che implicano però la rinuncia a vedere la serie preferita fino a tardi. Oppure potremmo voler aumentare la quantità di frutta e verdura nei pasti, senza però rinunciare alla grigliata domenicale (almeno in una prima fase).
Nell’area “mente” potremmo pianificare 20’ di lettura al giorno scegliendo in anticipo gli argomenti di interesse, sia nel caso in cui abbiamo bisogno di distrarci (romanzo), sia se vogliamo aumentare le nostre conoscenze e competenze (saggio). In ogni caso è importante stabilire in anticipo il modo (stampa, audiolibri, piattaforma web) e il momento della giornata in cui vogliamo dedicare il tempo alla lettura inserendo l’attività tra gli impegni giornalieri imprescindibili.
Nell’area “spirito” potremmo elencare i nostri valori più profondi e definire la nostra missione personale, seguire pratiche di yoga, meditazione, mindfulness o dedicare qualche ora la settimana ad attività di volontariato.
Infine nell’area “emozioni”, potremmo decidere di eliminare o ridurre quelle relazioni che impattano negativamente sul nostro umore per incrementare quelle positive, incrementando le occasioni di confronto sincero e senza distrazioni con le persone che per noi contano di più.
Il problema è che quando ci proponiamo di adottare nuove buone abitudini, la forza di volontà da sola non è sufficiente, né possiamo pensare di eliminare subito e tutte insieme le vecchie abitudini nocive per il nostro benessere in quanto essendo proprio quelle che ci creano una soddisfazione immediata, la loro privazione improvvisa verrebbe vissuta come un sacrificio insostenibile.
Per cominciare il percorso di rinnovamento personale è preferibile quindi introdurre poche nuove abitudini positive da praticare quotidianamente per pochi minuti al giorno, per poi aumentare gradualmente il tempo di ciascuna attività ed introdurne gradualmente di nuove. Io ad esempio qualche anno fa ho cominciato a praticare ogni mattina le tecniche di respirazione consapevole e alcuni esercizi posturali per 10’ al giorno, mentre oggi riesco a dedicare quotidianamente a questa attività circa 20’, affiancando in più 30’ di camminata veloce.
Ad ogni essere umano piacciono le sfide ed acquisire buone pratiche di rinnovamento quotidiano quando si è coinvolti in mille impegni rappresenta una sfida particolarmente difficile. Per questo, consapevoli che solo “affilando la lama” riusciremo a conseguire un livello di efficacia e di benessere che non abbiamo mai raggiunto, nel nostro percorso verso il “livello superiore” è necessario essere molto determinati (volerlo sopra ogni cosa), disciplinati (praticare ogni giorno anche in carenza di volontà) e perseveranti (non rinunciare se non se ne vedono subito i benefici).
Così come lo scalatore si gode estasiato il momento in cui lo sforzo prodotto lo ha portato in cima alla vetta, nello stesso modo per ogni lavoratore è fonte di grande soddisfazione la consapevolezza che grazie all’impegno nello sviluppo delle 4 dimensioni, la propria capacità di governo su di sé e di influenza sugli altri stia aumentando ogni giorno di più, anche in assenza di giorni di ferie.