Ultimamente si parla molto di segnali di ripresa e di un Paese che faticosamente si sta tirando fuori dalla crisi.
A fronte di alcuni dati statistici positivi (a cui peraltro fanno riscontro altri contrastanti), purtroppo non mi sembra si possa riscontrare una maggiore soddisfazione di chi è riuscito a mantenere il proprio lavoro e di chi l’ha finalmente trovato.
Uno degli aspetti che sto maggiormente riscontrando lavorando a contatto con le aziende è la difficoltà dei manager nel gestire i propri collaboratori in funzione degli obiettivi da raggiungere e contemporaneamente la demotivazione e la difficoltà a riconoscersi nella missione dell’azienda da parte di chi occupa posizioni esecutive.
La vecchia concezione del leader direttivo come unica persona che conosce il modo migliore di agire per il bene dell’azienda, è ormai quasi ovunque superata, ma oggi non basta più neanche la migliore forma di Leadership, quella trasformazionale, cioè in grado di adattarsi al meglio alle circostanze ed ai cambiamenti in atto.
Essere riconosciuti come leader di un gruppo, per quanto di successo e carismatico, non è più sufficiente a creare un contesto organizzativo motivato a mettere in campo tutte le proprie competenze e capacità per assicurare i risultati desiderati e la crescita dell’azienda.
Oggi le persone cercano contesti lavorativi che favoriscono la propria realizzazione e ottengono la verifica pratica di ciò dal benessere che provano nello svolgimento dei compiti e dalle relazioni con i propri colleghi. A fronte dell’escalation di benefit sempre più creativi offerti dalle aziende (dai servizi di baby-sitter, ai corsi Yoga, alle terapie anti-stress..), le persone cercano la soddisfazione dei bisogni intrinseci, cioè non motivati da fattori esterni, ma dal processo stesso messo in atto nello svolgimento del proprio lavoro.
La Leadership Positiva si fonda su una cultura che permette alle persone di essere proattive e rivolte naturalmente all’auto-apprendimento ed allo sviluppo, riuscendo a soddisfare i bisogni di:
La sfida che propone il Coaching Umanistico attraverso lo sviluppo di una “Positive Leadership” o leadership umanista, è quella di offrire ai leader una metodologia in grado di combinare benessere ed efficienza, sul posto di lavoro e nelle relazioni esterne all’azienda (con i fornitori, i clienti ecc.).
Il Leader positivo esprime la sua competenza nel costruire e condividere una Visione ed una strategia chiara, nel riuscire a creare ruoli e mansioni che gratifichino le persone attraverso il riconoscimento ed allenamento delle loro potenzialità e contribuendo così a valorizzare il patrimonio umano dell’azienda. Contemporaneamente il collaboratore riesce ad esprimere i propri talenti, il proprio potenziale ed il senso di responsabilità verso i risultati da raggiungere, attraverso l’”empowerment” offertogli dal leader.
Ne consegue che il dialogo ed il feedback costante sono gli elementi indispensabili per costruire una relazione di fiducia tra leader e collaboratore.
Anche il Cliente contribuisce allo sviluppo ed alla crescita dell’azienda intervenendo nel processo produttivo attraverso il suo feedback riguardo al prodotto o servizio acquistato. Compito dei leader e dei suoi collaboratori è quello di interpretare i bisogni, le esigenze e le aspettative del cliente attraverso un ascolto attivo, fino ad integrare il suo punto di vista nello stesso processo organizzativo al fine di migliorare costantemente il prodotto o servizio offerto (Kaizen-Miglioramento Continuo).
In questo senso la competenza più importante di un Leader Positivo è la capacità di sviluppare gli altri e formare nuovi leader che a loro volta contribuiranno alla crescita sostenibile dell’azienda. Si crea così una nuova cultura organizzativa che persegue il successo dell’impresa attraverso il coinvolgimento e l’impegno di tutti nella realizzazione propria e della Visione aziendale.
La Scuola di Coaching Umanistico fondata da Luca Stanchieri, sta svolgendo un grande lavoro per lo sviluppo e la diffusione di una Leadership Positiva, soprattutto in ambito aziendale. Nel Seminario che si è svolto a Brescia a settembre dal titolo “Il Coaching Umanistico e la Leadership Positiva”, è apparso chiaro che nelle aziende c’è più che mai bisogno di leader competenti non solo da un punto di vista tecnico, ma disponibili a promuovere un cambiamento culturale che porti a realizzare gli obiettivi aziendali anche attraverso l’espressione del potenziale e la realizzazione delle persone.
Attualmente sto sperimentando l’efficacia del metodo per lo sviluppo di una Leadership Positiva presso un’azienda del Trentino, in cui l’imprenditore ha deciso di affrontare le prossime difficili sfide coinvolgendo i suoi manager in un percorso formativo, che li sta portando a sviluppare una nuova cultura di leadership fondata sulla valorizzazione e gratificazione di ogni singola risorsa. I primi risultati gli stanno già dando ragione.