In Italia le previsioni danno un calo del PIL 2020 dal -10% fino al -15% (BankItalia), con un debito pubblico che dal 136% aumenterebbe fino al 160% del PIL stesso. Il una situazione senza precedenti si stima che almeno il 10% delle aziende non riapriranno, con un impatto devastante sull’occupazione. Da recessione a depressione il passo è breve e l’effetto diretto è una possibile crisi sociale.
Ma il termine crisi, in origine voleva dire “separare” e quindi “scegliere”. Possiamo quindi interpretare il significato della parola nel senso di essere consapevoli di trovarci di fronte ad una scelta:
Si dice che la peggior cosa di una crisi è… sprecarla! Pur nella preoccupazione per un futuro incerto, sappiamo che è proprio nelle difficoltà che abbiamo l’occasione di rimetterci in gioco, cambiando le nostre convinzioni, acquisendo nuove abitudini comportamentali più efficaci e aprendoci a nuove possibilità.
Come fare allora a trasformare l’attuale fragilità in capacità di resilienza o addirittura in un’occasione di miglioramento, sviluppando quella che Nassim Taleb chiama antifragilità?
“Conosci te stesso” era l’esortazione scritta nel tempio di Apollo a Delfi. Un’interpretazione dell’iscrizione ci indica che come esseri umani siamo limitati di fronte alle forze della natura (tra Covid19 e cambiamento climatico ce ne stiamo rendendo perfettamente conto ...), ma Platone la interpretava diversamente dicendo che dobbiamo “guardare ai doni ” (oggi diremmo al potenziale) che abbiamo dentro di noi e che aspettano di essere scoperti ed espressi per il bene nostro e della comunità.
Il primo passo per il viaggio di scoperta di noi stessi è imparare ad ascoltarci approfittando dell’attuale attenuazione dei “rumori di fondo”: come mi sento? Quali sensazioni provo di fronte al cambiamento? Quali sono le mie attuali emozioni?
Tristezza, rabbia, paura sono emozioni normali in questo periodo ed è naturale provarle senza tentare di reprimerle. La paura di contrarre il virus, di rinunciare a ciò che di più caro abbiamo, di perdere il lavoro… Dobbiamo imparare ad aprirci alla paura, a respirarla, senza tentare di negarla o controllarla, perché comunque troverà il modo di uscire fuori in altri modi. Il rischio è che la paura diventi rabbia, che sfoci irruenta quando meno ce l’aspettiamo prendendocela con “gli altri”, ma anche con le persone che ci stanno più vicino.
La paura non va negata o evitata perchè può essere una grande alleata. Se la attraversiamo, da emozione subita può diventare momento di riflessione ed elaborazione di una nuova visione. Abbiamo l’opportunità di immaginare come sarà domani il mondo del lavoro di cui ci occupiamo e capire se il valore che noi esprimevamo ieri con la nostra attività sarà ancora tale per i clienti di domani.
Chi occupa posizioni di leadership deve oggi impegnarsi molto per rafforzare il senso di fiducia nel proprio team di lavoro, preservando in tutti i modi la salute dei propri collaboratori, chiarendo la direzione in cui convogliare gli sforzi di ciascuno e condividendo la strategia per arrivare a navigare acque più tranquille.
Un ruolo centrale lo avranno tutti coloro che occupano posizioni di guida e di gestione della complessità.
I manager hanno oggi l’opportunità di rielaborare l’attuale momento di incertezza in un’occasione di sviluppo di loro stessi e dei propri collaboratori. Per realizzare ciò devono essere in grado di acquisire una nuova consapevolezza delle risorse e del potenziale a disposizione e di individuare il modo migliore per contribuire a traghettare i collaboratori e l’organizzazione stessa verso una “nuova normalità”.
Durante le settimane di lockdown ho elaborato un percorso di coaching formativo denominato “Resilienza e antifragilità” rivolto ai manager finalizzato a “ritrovare la bussola” per ripartire più efficaci nella nuova normalità.
Gli obiettivi che vorrei che i partecipanti raggiungessero con il percorso sono:
Durante il percorso verrà analizzato come l’esperienza Covid19 stia influenzando l’area personale e professionale di manager e collaboratori e come riuscire a trasformare un “sentimento di fragilità” in un’opportunità di crescita comune, agevolando il processo di cambiamento verso una nuova prospettiva condivisibile, utilizzando al meglio le risorse ed il potenziale a disposizione.
Il percorso per imprenditori e manager viene sviluppato nell’arco di 3 settimane con le seguenti modalità
Ho avuto già modo di effettuare una fase pilota del percorso ed il risultato è stato molto soddisfacente.
Per ulteriori informazioni sul percorso potete scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.