Il Coaching è un processo di partnership finalizzato al raggiungimento degli obiettivi definiti con il coachee e si basa su una relazione strutturata di reciproca fiducia. L’agire professionale del Coach facilita il coachee a migliorare le sue competenze mediante la valorizzazione e il potenziamento delle sue risorse
(Norma UNI 11601-2015)
Il Coaching quindi non lavora sul passato, ma partendo da una situazione attuale non appagante, supporta la realizzazione di un futuro visualizzato e desiderato dal cliente in cui il suo raggiungimento è lo scopo di un percorso di coaching. Il coach e il cliente insieme, costruiscono un ponte tra la situazione attuale e lo scenario desiderato, percorrendo il viaggio verso l’obiettivo. Quando i risultati finali sono allineati a quelli prestabiliti (e spesso sono anche superiori!), il percorso di coaching ha funzionato e può considerarsi concluso.
Per comprendere facilmente come si svolge un percorso di coaching possiamo fare riferimento allo sport. Immaginiamo di avere l’obiettivo ambizioso di voler partecipare alle prossime Olimpiadi tra 4 anni, cimentandoci nella nostra disciplina sportiva preferita. Il nostro livello è già buono, raggiungiamo già ottimi risultati, ma siamo lontani dalle performance che ci permetterebbero di essere selezionati. Decidiamo quindi di affidarci ad un Coach professionista, con cui, dopo aver instaurato una relazione di reciproca fiducia, definiremo insieme l’obiettivo finale, gli obiettivi intermedi, le strategie e il programma di allenamento, l’alimentazione e il processo di recupero dopo ogni sessione. Rispetto all’allenatore, il Coach inoltre è in grado di vedere le risorse nascoste dell’atleta e fa in modo che egli le scopra da sé e le utilizzi al meglio per raggiungere l’obiettivo finale.
Oltre a tutto ciò, che è proprio di un programma di coaching tradizionale, il Coach umanista si preoccuperà di verificare se il suo cliente è gratificato da quello che sta facendo, se sta provando sensazioni positive e cercherà di capire le motivazioni più profonde che hanno guidato la scelta dell’obiettivo da parte del cliente. Le persone, anche quando vogliono migliorarsi, sono state abituate a focalizzarsi più sui propri difetti e mancanze, al contrario il coaching umanistico parte dai punti di forza, dalle potenzialità più evidenti, quelle che quando vengono espresse sono fortemente motivanti e producono sensazioni di benessere. E’ il significato di quello che vogliamo raggiungere che ci spinge all’azione, ad utilizzare le nostre specifiche risorse, a massimizzare il nostro impegno, ad allenarci con costanza rispettando il programma concordato. Il Coaching umanistico è quindi una metodologia finalizzata a sviluppare le potenzialità delle persone per farle diventare poteri e talenti in grado di incidere sul contesto in cui le persone operano. Sviluppa il proprio senso di autonomia ed autoefficacia e rafforza il proprio autogoverno nelle relazioni in ambito personale e professionale.
Lo stesso approccio di coaching, cioè l’allenamento del potenziale umano, non sarebbe stato possibile senza quella corrente di pensiero che definiamo Umanesimo e che, preparando il Rinascimento, ha rimesso al centro l’essere umano e lo studio dei classici. L’approccio umanistico al Coaching si ispira alla maieutica di Socrate, ossia l’arte di far venire alla luce, attraverso il dialogo, ciò che è già proprio della persona. E’ attraverso il dialogo con il coach che le persone riescono a trovare soluzioni ai loro problemi o a migliorare una situazione ritenuta “non insoddisfacente” (che non vuol dire “soddisfacente”). E’ quello che dovrebbero fare i manager con i propri collaboratori, facendo in modo che possano utilizzare le loro migliori competenze e lasciandoli liberi di decidere come risolvere i problemi.
Il Coaching Umanistico nasce in Italia dal lavoro di Luca Stanchieri, psicologo, coach e direttore della Scuola di Lige & Corporate Coaching Umanistico. Il suo pensiero si basa su due fondamenti principali: quello filosofico dell’Umanesimo, dal quale riprende la centralità delle potenzialità umane, il loro possibile sviluppo ed allenamento; e quello scientifico delle scienze cognitive, della psicologia umanista e positiva finalizzata a scoprire e valorizzare i punti di forza delle persone (e non solo le nevrosi…). Altro filone filosofico e scientifico risiede nelle scienze dell’allenamento, che hanno portato a scoperte determinanti nella pratica sportiva, applicabili allo sviluppo del talento umano anche in altre sfere di competenza. Partendo dalla domanda, il coaching conduce alla scoperta di ciò che si desidera e alla definizione dei processi da mettere in atto per trasformare il desiderio di cambiamento e autorealizzazione in obiettivi reali e raggiungibili, puntando sulle specifiche potenzialità.
Ci si rivolge ad un coach umanista quando si sente il bisogno di cambiamento, di ricerca e di miglioramento di sé e si vuole raggiungere un obiettivo specifico. Una domanda di coaching può partire da un disagio, da un sentimento di insofferenza, di mancata realizzazione nel lavoro, nelle relazioni, nella vita di tutti i giorni. Il coach accoglie, ascolta e si allea con il cliente per aiutarlo a vedere il problema da altre prospettive e trasformare le difficoltà in opportunità di crescita. Il coach allena gli stimoli intrinseci, le motivazioni, la speranza di successo del cliente per portarlo a realizzare il futuro desiderato in ogni campo della vita. Lavorando con il coach si diventa consapevoli di poter scegliere chi si vuole essere, quali obiettivi si vogliono raggiungere, si incrementa la propria efficacia e ci si allena a vivere una vita più appagante e piena di significato.
Il Coaching Umanistico rappresenta una grande opportunità di passare da un sistema che allena la capacità di adattamento e di integrazione al contesto, ad un sistema basato sulla tensione autorealizzativa dove emergono in via prioritaria le idee e le capacità creative delle persone.